Un bicchiere di vino… in Valtellina

Metto in pausa la serie di post sul nostro viaggio Bergamo-Istanbul, per raccontarvi la nostra Domenica a Mobergno in cantina (http://morbegnoincantina.it/ ), prometto che a breve pubblicheremo la terza, e ultima, parte del post sull’Albania (parte1, parte2).

Probabilmente molti di voi già conoscono la manifestazione, ma credo sia importante condividere alcuni aspetti, per circa 3 weekend tra Settembre e Ottobre è possibile visitare una serie di cantine (vere cantine, sotto terra) tra Morbegno e i paesi sul lato opposto della valle, che formano la costiera dei Cech, e fare una serie di degustazioni di vini della Valtellina e assaggi di prodotti tipici.

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Con circa due settimane di anticipo io e Principessa abbiamo pianificato il tutto, abbiamo visto che era impossibile prenotare un albergo, tutto sold out ovviamente, e così, volendo evitare di guidare abbiamo scelto di utilizzare il treno Milano-Tirano con stop alla stazione di Morbegno, abbiamo chiamato Hedi e Luana e pianificato di partire con il treno delle 10:20 (arrivo a destinazione in meno di due ore) e tornare con il treno delle 21:20. Ovviamente nulla è andato secondo programma, ma per chi ha già letto gli altri nostri post, non sarà una novità.

Così il nostro amico Hedi ha dormito da noi a Milano e Luana ci ha raggiunto con il treno da Bergamo, dovendo aspettare il letto che il mitico Giampiero ci ha regalato per la camera degli ospiti (per la felicità di Hedi che la notte prima ha subito lo scomodissimo divano letto del soggiorno) abbiamo deciso di partire con il treno delle 12:20, ottima scelta perché siamo arrivati a Mobergno giusti giusti per l’apertura delle cantine.

Il viaggio in treno è fantastico, per chi non ha mai percorso questa ferrovia, lo consiglio, anche solo per farsi una gita rilassante, il tratto prima di Lecco ripercorre parte dei paesi citati dal Manzoni, “quel ramo del lago di Como, dopo Lecco rimarrete senza fiato, il treno sfreccia a ridosso del lago, in un susseguirsi di gallerie e panorami mozzafiato, inerpicandosi su fino a Colico, e poi nella ampia Valtellina.

I biglietti si possono acquistare di fronte alla stazione dei treni, siamo stati saggi ad acquistare online l’itinerario rosso, evitando una lunga coda, al banco dedicato in pochi minuti ci hanno consegnato il bicchiere con l’apposito portabicchiere da mettere al collo per avere le mani libere.

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Morbegno è decisamente una bella cittadina, specie in questa stagione, dove le tinte dell’autunno, l’odore di legna bruciata e il fumo che esce dai comignoli le donano un fascino tutto suo. La storia di Morbegno è pressoché ignota fino all’alto Medioevo, e caratterizzata poi da una serie di guerre, stragi, occupazioni, tra Milanesi, Svizzeri, Francesi, Spagnoli, sempre la Chiesa con al centro i Domenicani impegnati nella loro attività inquisitoria a cui parteciperà anche un futuro Papa, e poi la peste (la stessa Narrata dal Manzoni nello stesso libro), il dominio austriaco, e nel 1845 l’annessione all’Italia. Visto che questo è un blog Italo-Russo mi pare giusto dire che Il 23 gennaio 1943 a Warwarowka (URSS) il battaglione Morbegno viene massacrato dopo un’eroica resistenza e che ad oggi a Morbegno vivono 14 russi, e sinceramente mi piacerebbe capire cosa ha portato queste persone dalla Russia a Morbegno, senza offesa, solo curiosità, perché proprio Morbegno.

Dopo una breve camminata verso il centro è iniziato il nostro tour dalla cantina numero uno, Nico Barbée, l’unica con i vini bianchi e spumanti, dico la verità, non da esperto ma da uomo che apprezza il vino, niente di speciale, ma ottimo cibo, in tutte le cantine abbiamo gustato dell’ottima Bisciola, un pane dolce con frutta secca, il fantastico Bitto, formaggio tipico Valtellinese e la bresaola, Salume tipico della valle. Ci siamo anche comprato una Slinzega, altro salume da provare, che si trova ancora nel nostro frigorifero. Se vi trovate da quelle parti dovete per forza mangiare: i Pizzoccheri (Pasta di grano Saraceno, con formaggi, patate erbe e altre verdure), la Taragna (polenta con Formaggi tipici), gli Sciatt (palline di grano e formaggio locale fritte) e i Taroz.

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Ho apprezzato molto questo itinerario, dopo i Bianchi si parte con i Rossi, Valtellina Superiore e poi le sottozone Sassella, Grumello, Valgella, Inferno, per terminare con riserve e Sforzati. Io personalmente adoro la Valtellina e i suoi vini, credo che la montagna conferisca alle Uve nebbiolo un gusto inconfondibile e, anche per chi è alle prime armi con il vino, l’itinerario sarà interessante, i sommelier dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) sono gentili e pronti a piegarvi in maniera molto semplice le caratteristiche di questi vini e rispondere alle vostre domande, anche le più ingenue, sia in Italiano che in Inglese. Se non ne avete mai assaggiati è il momento giusto per fare un giro per cantine, o se preferite, fare un salto in enoteca o al supermercato o su internet e ordinare qualche bottiglia. Se accompagnerete della carne, un primo corposo o un risotto con un vino Valtellinese il successo è assicurato.

La giornata è filata rapidamente, a causa di un problema logistico io e Principessa abbiamo anticipato il nostro ritorno a Milano, senza riuscire a visitare tutte le cantine. Niente male comunque, a casa abbiamo preparato un bel sughetto con cipolla, pomodoro e prezzemolo, e appena Luana e Hedi ci hanno raggiunto, passato una fantastica serata.

Non voglio annoiarvi con tonnellate di informazioni, la Valtellina è un posto fantastico, il cibo è ottimo, la natura incontaminata, facile da raggiungere, potete fare un sacco di attività, tra cui trekking e sci… Che fate ancora davanti al computer, preparate la valigia!

Consigli di lettura:

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina_superiore_Grumello

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina_superiore_Sassella

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina_superiore_Inferno

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina