Preparare un viaggio nei balcani, guida pratica a un viaggio entusiasmante

Dopo che io e principessa abbiamo cominciato a pubblicare articoli sul nostro viaggio nei balcani diversi amici ci hanno fatto una serie di domande logistiche e curiose del tipo: “ci sono le mine?”, “Ci sono le strade?”, “è pericoloso?” e altre stupidaggini di questo tipo. Vi anticipo subito che il viaggio è stato tranquillo, senza intoppi, senza situazioni rischiose e in questo articolo cerco di rispondere alle domande più frequenti.

Balcani in automobile, cosa devo fare? Documenti? Assicurazione?

Se sei il proprietatio dell’auto o il proprietario è conducente o comunque in auto non serve nulla, in caso contrario serve un autorizzazione a condurre firmata da un notaio. Tutte le assicurazione italiane forniscono la carta verde che è valida come copertura assicurativa in tutti i paesi dei balcani eccetto il KOSOVO e se barrata l’Albania. Niente paura, per il KOSOVO appena varcate il confine c’è l’ufficio preposto a vendervi un assicurazione temporanea, noi abbiamo pagato 20€ per 7 giorni entrando dalla Serbia, se entrate da altre nazioni la tariffa in vigore è 15€ ma fatte attenzioni alle limitazioni di circolazione e problemi doganali (vedi prossima domanda). Tutte le tariffe sul sito ufficiale . Per quanto riguarda l’Albania, noi abbiamo utilizzato un confine secondario, di notte, e non abbiamo fatto l’assicurazione a nostro rischio e pericolo, anche se sulla nostra carta verde la voce “AL” era barrata. Sembra che sia possibile comprare l’assicurazione al confine al costo di 27€ per 15 giorni. Alcune informazioni qui .

Attenzione, nella maggior parte dei paesi dei Balcani la tolleranza di alcol durante la guida è 0. Se dovete guidare non bevete!

Dogane e controlli, tempi di attesa e limitazioni

La prima volta che mi sono recato nei Balcani circa 10 anni fa ricordo una lunga coda alla dogana tra la Serbia e la Bulgaria, se non ricordo male rimasi in fila 4 ore. Ora non succede più nulla di tutto ciò, nonostante il periodo di flussi migratori e di vacanze (Settembre) la dogana più lunga è stata quella da e verso la Turchia, dove abbiamo aspettato circa 20 minuti. In tutte le frontiere vi chiederanno ovviamente i documenti e il libretto della macchina, in alcuni casi anche la carta verde (assicurazione). Può capitare che qualche KM prima della dogana troverete una lunga fila di camion, in questo caso dovete andare contromano e superarli tutti, perché loro hanno una dogana merci apposita, e a volte (specie dalla Turchia), aspettano anche giorni; se non vi sentite sicuri, attendete che passi una macchina locale e seguitela. ATTENZIONE particolare al KOSOVO, la Serbia non riconosce l’indipendenza del KOSOVO, che secondo le autorità Serbe continua ad essere una regione Serba. Se volete viaggiare dal KOSOVO verso la Serbia, dovete per forza accedere al KOSOVO dalla Serbia. Se, per esempio, entrate in KOSOVO dalla Macedonia e tentate di uscire verso la Serbia la polizia di frontiera vi bloccherà, dicendo che siete entrati illegalmente in Serbia (non riconoscendo il timbro che la polizia di frontiera Kosovara metterà sul vostro passaporto). Se siete tutti Italiani potete invece infischiarvene di questa regola, mostrare alla polizia Kosovara il passaporto, e poi entrare in Serbia mostrando la sola Carta D’Identità.

 Documenti richiesti per i cittadini Italiani

I cittadini Italiani possono visitare tutti i paesi dei Balcani con la sola Carta D’identità, escluso il KOSOVO, per il quale è necessario il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Queste informazioni sono aggiornate al Gennaio 2016. Se volete informazioni più aggiornate e ufficiali visitate il sito della Farnesina: www.viaggiaresicuri.it .

Casi particolari: se pensate di viaggiare in Serbia dopo aver visitato il Kosovo, utilizzate la sola carta d’identità per accedere alla Serbia. Visto che la Serbia non riconosce il Kosovo come Nazione Indipendente, potrebbero negarvi l’accesso al paese se vedono il Timbro del Kosovo, noi abbiamo viaggiato dalla Serbia, al Kosovo e poi di nuovo in Serbia, e Principessa che ha bisogno del passaporto per entrambe le nazioni, non ha avuto problemi, ma prima di faci rientrare in Serbia hanno verificato che la data del timbro Serbo fosse antecedente a quella del timbro Kosovaro. Per la Turchia basta la carta d’identità se si accede via aerea/nave o dai confini di terra con la Bulgaria e la Grecia. Se si accede da altri confini via terra è necessario il passaporto. Il sito della Farnesina dice che la polizia Serba fa problemi all’accesso se vede il Timbro Kosovaro sul passaporto, e di chiedere alla Polizia di Frontiera del Kosovo di fare il timbro su un foglio a parte. Noi siamo entrati 2 volte in Serbia (via terra e via aerea) con il timbro del Kosovo sul passaporto e non abbiamo avuto questo problema, anzi pochi giorni fa la polizia di frontiera Serba ha apposto il timbro sul mio passaporto sulla stessa pagina dove ho il timbro del Kosovo senza sollevare alcun problema. Se viaggiate con carta d’identità, quest’ultima deve essere valida per l’espatrio. Alcuni concittadini hanno avuto problemi (e anche respingimenti) per carte d’identità rinnovate con Timbro.

 Documenti richiesti per i cittadini Russi.

Principessa ha viaggiato con me per tutte le nazioni dei Balcani con passaporto Russo valido e visto area Schengen. Nessun visto dei singoli paesi necessario.

Qualità delle strade e pedaggi.

La qualità delle strade è buona, se viaggiate tra le capitali o sulle zone costiere viaggerete quasi sempre lungo autostrade a 2 corsie per senso di marcia. In Bosnia non ci sono praticamente autostrade ma tutte le statali sono ottime, è un paese montano ma ci sono molte gallerie e corsie doppie nei tratti in salita per facilitare il sorpasso dei veicoli lenti. Noi abbiamo viaggiato senza navigatore, utilizzando delle mappe stradali e utilizzato sia strade principali, che secondarie, che strade locali che non apparivano affatto sulle mappe. Le condizioni peggiori che potete trovare sono degli sterrati, solitamente ben tenuti, in Bosnia, ma ripeto solo su itinerari poco battuti e sicuramente in Albania dove: ci sono molte buche anche sulle strade principali e a scorrimento veloce, fate attenzione ai ponti, spesso non sono a livello o mancano le giunture in metallo tra il ponte e la strada, insomma andate piano e gustatevi il viaggio, sempre in Albania su strade secondarie, ad esempio per raggiungere Koman, bellissimo luogo di cui raccontiamo in questo post, sarete costretti a viaggiare a 20/30km/h per via delle numerose buche, animali ecc., tenetelo in considerazione durante la pianificazione del vostro viaggio. . Anche nel nord del Kosovo, in Serbia, Montenegro, Macedonia e in Bulgaria vi può succedere di trovare strade con molte buche, ma solo se strade secondarie e poco battute (ma dove vale sempre la pena inoltrarsi per raggiungere posti come: Drvengrad o Plovdiv). Nel sud dei Balcani e in Turchia troverete autostrade abbastanza ben tenute (qui parlo solo della Turchia europea in quanto non ci siamo spinti oltre Istanbul). Per quanto riguarda i pedaggi la maggior parte dei paesi hanno le principali autostrade a pagamento, potete pagare direttamente ai caselli di uscita, con contanti (solitamente accettano valuta locale e Euro) o carte di credito dei principali circuiti. Solo Bulgaria e Slovenia richiedono l’acquisto di un bollino, per la Slovenia il bollino per auto per 1 settimana costa 15€, tutte le informazioni sul sito ufficiale mentre per la Bulgaria costa poco più di 7€, su questo sito le informazioni aggiornate. In Bulgaria il bollino serve per tutte le principali strade, non solo per quelle a scorrimento veloce, fate attenzione che alla dogana non vi obbligano ad acquistarlo, ma i controlli di polizia sono frequenti, così come le telecamere. Noi ci siamo accorti che serviva il bollino solo dopo 24 ore, lo abbiamo acquistato subito in una stazione di servizio, fino ad oggi non abbiamo ricevuto sanzioni, ma siamo stati fortunati che nessuno ci ha fermato. Sempre in Bulgaria a tutte le dogane di ingresso dovete pagare 6€ per la disinfezione dell’auto, potete pagare in valuta locale o Euro (la cifra potrebbe variare). Per quanto riguarda la Slovenia potete acquistare il bollino in Italia vicino al confine presso le stazioni di servizio o direttamente all’ingresso nel paese. Attenzione se dovete andare verso Rijeka (Fiume) in Croazia, potete attraversare la Slovenia in statale (sono meno di 50KM) senza bollino. Su questo blog trovate una guida ben fatta.

Raggiungere i Balcani in aereo

La nostra unica esperienza è stata tramite l’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado. Abbiamo raggiunto Belgrado da Milano con Air Serbia e da Mosca con Aeroflot. Entrambe sono compagnie con ottimi standard, Air Serbia è parte del gruppo Ethiad come Alitalia e Aeroflot fa parte del consorzio Skyteam. Dall’aeroporto potete raggiungere il centro città in Pullman o in Taxi (costo circa 15€ a tratta).

Come raggiungere il centro di Belgrado dall’aeroporto Nikola Tesla

Per farla breve è possibile raggiungere il centro in Taxi o in Pullman. Noi abbiamo scelto il taxi, ignorate le numerose persone che vi chiedono se vi serve un taxi, non sono taxi ufficiali e cercheranno di fregarvi, questo vale in tutti gli aeroporti. Agli arrivi, proprio prima della porta che vi porta all’esterno dell’aeroporto c’è un banco taxi, gli date l’indirizzo di destinazione e vi danno un voucher, che non dovete pagare, con indicato il prezzo della corsa (per il centro 1800rsd o 1400rsd a seconda della destinazione, in Euro parliamo di 11,50/15,00€) che poi pagherete al conducente. Al ritorno il conducente userà il tassametro e vi costerà poco meno, noi dal centro abbiamo pagato 1300rsd. Attenzione che non ci sono parcheggi taxi e i taxi non si fermano se li chiamate con il braccio dalla strada, se chiedete in un bar, pompa di benzina o altre attività di chiamarvi un taxi lo fanno volentieri. Il miglior servizio è quello erogato da Pink Taxi .

Lingue e valute

L’inglese è piuttosto diffuso in tutte le nazioni dei Balcani, specie se vi trovate in luoghi turistici e grandi città o se parlate con persone giovani. In alcuni luoghi potete trovare persone che parlano italiano, soprattutto in Slovenia e in Croazia. In Albania molte persone conoscono meglio l’italiano dell’inglese, quindi potete sentirvi a casa. In Serbia alcune persone conoscono il Russo, questo ci ha aiutato a volte nel chiedere indicazioni in piccoli paesi. Fate attenzione che in alcune nazioni come Serbia e Bulgaria viene utilizzato l’alfabeto Cirillico, e in Grecia l’alfabeto Greco, avere con voi una tabella con questi alfabeti può aiutarvi a distinguere le indicazioni stradali, imparare questi alfabeti non è difficile, lo si fa in pochi giorni, io mi sono divertito molto a leggere i segnali stradali. Qui trovate l’alfabeto Cirillico, basta imparare le maiuscole, mentre qui trovate quello Greco.

Per quanto riguarda le valute, l’Euro è la moneta ufficiale in Slovenia, Montenegro, Kosovo e Grecia. Tutti gli altri paesi hanno ognuno la propria moneta, solitamente a cambio fisso con l’Euro, prima di partire potete verificare il cambio e se vi viene comodo stampare delle tabelle con il cambio. Non è necessario partire con molti contanti o cercare di procurarsi valuta in anticipo a tassi svantaggiosi. In tutte queste nazioni è facile trovare dei bancomat a cui potete prelevare. Molto diffusi i circuiti Maestro, Mastercard, Visa, meno American Express. La maggior parte degli esercizi pubblici consentono il pagamento con carta di credito, vi serviranno contanti ad esempio se decidete di affittare stanze presso case private o per piccoli acquisti.

Dove dormire e dove mangiare

Qui avete un’ampia scelta, in tutte le località turistiche e le grandi città troverete hotel, campeggi, affittacamere. Noi siamo partiti senza prenotare nulla e non abbiamo avuto problemi. Ovviamente se decidete di andare in posti molto affollati come le isole del Nord della Croazia ad agosto, e in gruppi numerosi, in alta stagione, è meglio prenotare, ma se come noi, viaggiate in coppia a Settembre non avrete problemi. In posti poco frequentati come ad esempio città minori della Bulgaria o della Serbia non aspettatevi grandi standard di qualità, ma troverete facilmente piccoli hotel o affittacamere modesti ma puliti. Se dormire a volte può essere difficoltoso, non lo sarà mangiare, anche nei luoghi più remoti troverete ottimi ristoranti con piatti tipici, insalate ecc., noi abbiamo sempre mangiato molto molto bene e spesso bevuto ottimi vini locali.

Budget

Dipende molto dal luogo che visitate, il nord della Croazia, così come mete super turistiche come Dubrovnik o Monstar sono richieste e quindi costose, come visitare un luogo di mare in Italia o una città d’arte. Se il vostro budget è ristretto comunque nessun problema, potete affittare un piccolo appartamento al mare in un’isola del centro/sud Dalmazia con circa 50€ a notte per 2 persone. Noi siamo stati molto bene sull’isola di Korcula, precisamente a Lumbarda dove l’ufficio turistico locale ci ha trovato un appartamento molto bello per meno di 50€.

Nelle capitali i prezzi sono allineati a quelli Europei grosso modo, mentre fuori dagli itinerari più battuti, e in nazioni come la Bulgaria, la Serbia, la Bosnia ecc. è possibile mangiare bene con meno di 10€ a persona e dormire con meno di 20€ in buone sistemazioni (case private, piccoli hotel). Ci è piaciuto molto l’eco villaggio di Zelenkovac In Bosnia dove abbiamo cenato con Cevapcici, birra e vino, dormito e preso un the a colazione per 40€ in 2 in totale.

Se vi piacciono le SPA e gli hotel di montagna lussuosi dovete per forza andare a JAHORINA, all’hotel Termag: http://termaghotel.com/en/ . E’ stata un esperienza magnifica, 4 giorni indimenticabili in una suite con Jacuzzi, con pacchetto romantico, mangiando e bevendo vino, facendo massaggi, abbiamo speso quanto si spende in un giorno sulle dolomiti per un hotel simile.

Insomma c’è né un po’ per tutti i gusti.

Isole, traghetti e piccole imbarcazioni

Non abbiamo mai traghettato dall’Italia verso i Balcani, ma abbiamo preso dei traghetti tra le varie isole. Il tutto senza prenotare ma semplicemente recandoci in porto la mattina e comprando il biglietto. I prezzi sono più che abbordabili.

Sulle isole è spesso possibile affittare piccole barche con motore fuoribordo per raggiungere calette o isolette. Bellissima l’isola di Badija dove il mare sembra una piscina e ci sono i Daini!! Raggiungibile facilmente da Lumbarda sull’isola di Korcula.

Qui finisce la guida, spero di avervi chiarito un po’ di dubbi. Se avete domande lasciate pure un commento.

Nikola Lenivets: fantastica gita fuori porta!

Dai primi articoli di questo blog risulta chiaro che parliamo spesso di viaggi, o di brevi escursioni solitamente in mete non troppo comuni e dove ci si può arrangiare con un budget ristretto. Questo è il primo post riguardante la Russia, con una meta non comune, almeno per gli italiani, ma non troppo complicata da raggiungere: Nikola Lenivets.

Probabilmente a molti di voi questo nome non dirà nulla, Nikola Lenivets è nato come luogo di ispirazione per alcuni artisti Russi che in seguito, con l’aiuto delle persone del luogo, hanno cominciato a creare grandi monumenti con elementi naturali. Ad oggi è il più grande parco paesaggistico d’Europa e sede del festival “Archstoyanie”.

Ho adorato questo viaggio!! Ancora sto ringraziando Principessa per avermi portato qui, mi è piaciuto tutto e il viaggio, in un luogo così diverso da quello a cui siamo abituati è stato davvero entusiasmante!

Io e principessa abbiamo prenotato su internet un pernottamento e programmato di partire da Mosca la mattina alle 8 con una macchina a noleggio, ovviamente siamo partiti a mezzogiorno e dopo mezz’ora ci siamo fermati a mangiare un hamburger…  Il viaggio di andata lo abbiamo fatto quindi un po’ “alla veloce” e senza ulteriori soste per arrivare sul posto prima che calasse la notte per paura di non trovare il posto.

Waze navigator è stato come sempre un compagno di viaggio affidabile, inserendo il nome del parco in caratteri latini ci ha portato esattamente alla reception, dove una ragazza cordiale ci ha indicato come raggiungere il nostro alloggio, dove parcheggiare, dove mangiare, orari ecc. Abbiamo anche comprato una mappa per 100 rubli (circa 1,30€), giusto per essere sicuri di non perderci.

Dopo 4 km di strada sterrata abbiamo raggiunto il nostro ‘Klever’ cottage, una casetta di Legno completa di toilette, soppalco con letto, calorifero, stufa a legna e una fantastica parete panoramica di vetro, creazione di Mel Studio.

KleverHouse

Fuori la colonnina di mercurio segnava circa -20, ma dentro casa la stufa era già accesa, la legna pronta e tagliata e si stava bene bene, ne avevamo bisogno … ma qui abbiamo avuto una piccola disavventura, da una breve conversazione abbiamo capito che i vicini erano dei tamarri pesanti, e assolutamente non adeguati. Abbiamo avuto conferma quando abbiamo chiamato la reception per comunicare che lenzuola e biancheria non erano presenti, e insieme all’inserviente abbiamo scoperto che le avevano prese i vicini (lenzuola, salviette, coperte, ciabatte, tutto ciò che si poteva prendere insomma) che si erano presentati in più persone di quelle prenotate. Il personale è stato molto gentile e ha risolto l’inconveniente in pochi minuti.

Dopo esserci sistemati e fatto una breve passeggiata, siamo andati a cena, in pochi minuti a piedi abbiamo raggiunto la mensa, un piccolo ristorantino dove due ragazze dai tratti orientali servono cibo cucinato su una grande stufa a legna. Abbiamo mangiato una zuppa di funghi con Smetana (Panna Acida), brodo di pollo con spaghetti, plov (piatto tipico Uzbeko a base di riso, agnello e verdure), pasta alla bolognese e due tazze di the caldo, dopo venti minuti all’aperto ne avevamo bisogno. Le zuppe erano ottime, il plov fantastico ma ovviamente la pasta era più che scotta e la carne che ci hanno messo sopra era molto lontana dal ragù a cui siamo abituati, ma l’abbiamo ordinata più per curiosità, e, a modo sua, era buona.

Dopo cena ci siamo gustati il caldo della stufa a legna sul nostro soppalco, e, a parte le urla dei nostri vicini verso mezzanotte, è stata una nottata fin troppo tranquilla. A dire il vero ero un po’ stupito di tutta questa tranquillità, la reception ci ha comunque chiamato la mattina per scusarsi dei disagi causati, offrendoci addirittura di stare gratuitamente una notte in più, e ci hanno raccontato che le urla che abbiamo sentito erano dovute ai vicini in rissa tra loro per la questione dei posti letto mancanti, tutti sono andati in gruppo all’ospedale per le ferite procuratisi a vicenda, ecco perché le urla sono finite molto presto.

La mattina di buon ora siamo andati a fare colazione nella stessa mensa, caffè americano, croissant e blini con burro e marmellata (versione russa delle crepes), e poi è iniziata la nostra giornata di esplorazione. Vista la grandezza del luogo e il clima rigido, ci siamo mossi in macchina tra un monumento è l’altro, Principessa conosceva già il posto, io me lo sono gustato, abbiamo anche incontrato uno degli artisti che vivono qui e che creano varie sculture in legno di animali.

BirdsVSInsects Bogor

Non è possibile mettere tutte le immagini dentro questo post, in fondo alla pagina trovate il link all’album completo, non solo monumenti in legno, ma anche Chiese, fermate dell’autobus stilose, case, testimonianze storiche e immagini tipiche della campagna russa. Durante il viaggio di ritorno ci saremo fermati almeno 20 volte, colpiti da quante cose curiose si possono incontrare durante un viaggio in auto.

Monument House

Vedo che già mi sto dilungando, scusate per la “prolissitudine”, durante il viaggio di ritorno abbiamo visto un monumento e un museo relativo alla seconda guerra mondiale (http://www.museum.ru/M620 ). Mentre principessa è rimasta in auto a fare un riposino (con l’auto rigorosamente accesa con aria calda) io mi sono addentrato, non avevo contanti per il biglietto di ingresso (70 Rubli, poco meno di 1 euro) e non accettavano la carta ma una signora gentile mi ha fatto entrare gratis. Ho fatto un giro nella piccola stanza con cimeli della seconda guerra mondiale e salutato per uscire. La signora mi ha bloccato e mi ha mostrato un album di foto in bianco e nero, la signora parlava solo russo e qualche parola in inglese, ma se non ho capito male gli scatti sono stati fatti da suo nonno, durante l’avanzata dei tedeschi verso Mosca, bloccati in quel posto da un fiume per diversi giorni. Gli scatti erano veramente rari, ottima qualità, principalmente ritraevano la distruzione del ponte, carri armati tedeschi bloccati nel fango e la costruzione di un nuovo ponte in legno. Non mi sarei mai aspettato una simile sorpresa in un così piccolo museo.

Tutte le foto qui: https://www.flickr.com/gp/137487255@N06/j285G0

Una (lunga) giornata in Albania – Terza parte

E così a 2 mesi di distanza dell’ultimo post sull’Albania sto per scrivere l’ultimo capitolo di questa storia. Sono qui seduto sul letto con Principessa e sono Felice, sono stati due mesi di lavoro intenso, viaggi, un sacco di attività varie e solo ora che trovo il tempo di scrivere mi rendo conto di quanto mi è mancata questa attività.. di cui per altro si vede chiaramente che sono un novizio.

Tornando ai fatti, ci eravamo lasciati a Koman, senza traghetto e con l’idea (fuori programma come sempre) di andare a Tirana. Una volta lasciata la valle, e la sua orribile mulattiera, una strada abbastanza ben tenuta e scorrevole ci ha guidato fino alla Capitale, eravamo già abbastanza stanchi ma raggiungere il centro è stato relativamente facile.

Passando in auto da Piazza Skanderbeg siamo rimasti subito affascinati, un enorme distesa, secondo Wikipedia 5 Ettari, con larghe strade, prati, fiori, dedicata all’eroe Nazionale Albanese Giorgio Castriota. Lasciata la macchina al primo parcheggio disponibile ci siamo incamminati a piedi, ed ecco, sempre nella stessa piazza, la cosa che ci è piaciuta di più:Albania5

Si tratta del mosaico “Gli Albanesi”, creato negli anni ottanta, da vari artisti, rappresenta il popolo Albanese nella storia, ancora mi colpisce come in un immagine così bella si possa riassumere la storia di un paese.

Tirana è un miscuglio di architetture diverse, impressionante la Piramide, costruita nel 1987 come mausoleo del dittatore Enver Hoxha, e poi trasformata in centro di aggregazione e culturale. Spesso si è sentito parlare di demolizione, ma sta ancora li, e a me personalmente piace, mi piace vedere i ragazzi che si radunando li fuori a chiacchierare, vicino a quella scritta “Mos Me Harroni” che in Albanese significa “Per Non Dimenticare”, un pezzo di storia, bella o brutta che sia, è sempre un pezzo di storia.

Albania6

Dopo una breve passeggiata, ci è venuta fame, avrete già capito leggendo gli altri articoli, che siamo due buone forchette, e che in tutti i nostri racconti c’è del cibo. Consigliati quindi dalla nostra Lonely Planet abbiamo visitato il ristorante Oda, in una via secondaria non lontano dal centro, dopo averci girato intorno un paio di volte, abbiamo trovato l’ingresso, una signora gentile ci ha fatto accomodare in una delle piccole sale, arredate in stile Albanese. Siamo stati benissimo, i mobile non erano la sola cosa tradizionale, il cibo ci ha veramente stupito, ci siamo fatti consigliare alcuni piatti e ci abbiamo dato dentro facendo del nostro meglio e sfidando l’elasticità dei nostri stomaci!! Io e Principessa non vediamo l’ora di tornarci.

Albania8

Si avvicina il tramonto e decidiamo di uscire dalla città, destinazione lago di Ohrid, Macedonia. Lasciare Tirana non è stato facile, poche indicazioni stradali, nessuna mappa dettagliata della città e un traffico devastante. Percorriamo una strada di montagna, senza nemmeno una luce, cerco di seguire auto locali, che guidano più sicure di me, o così pare. Verso le 22:00, stanchissimi, arriviamo alla dogana e facciamo il nostro primo ingresso in Macedonia, dopo aver sbrigato le formalità del caso, e gentilmente respinto l’offerta dell’agente di frontiera che voleva affittarci una casa, raggiungiamo Ohrid, in cui staremo due giorni, luogo incantevole, ma questa è un altra storia…

E così anche il giorno 5 del nostro viaggio è finito, abbiamo macinato KM, traghettato, noleggiato una piccola barca, incontrato un sacco di persone, mangiato mangiato mangiato, visitato città, nuotato, incontrato animali e dormito poco, solo il primo assaggio di un viaggio che non dimenticheremo mai.

Un bicchiere di vino… in Valtellina

Metto in pausa la serie di post sul nostro viaggio Bergamo-Istanbul, per raccontarvi la nostra Domenica a Mobergno in cantina (http://morbegnoincantina.it/ ), prometto che a breve pubblicheremo la terza, e ultima, parte del post sull’Albania (parte1, parte2).

Probabilmente molti di voi già conoscono la manifestazione, ma credo sia importante condividere alcuni aspetti, per circa 3 weekend tra Settembre e Ottobre è possibile visitare una serie di cantine (vere cantine, sotto terra) tra Morbegno e i paesi sul lato opposto della valle, che formano la costiera dei Cech, e fare una serie di degustazioni di vini della Valtellina e assaggi di prodotti tipici.

Morbegno5

Con circa due settimane di anticipo io e Principessa abbiamo pianificato il tutto, abbiamo visto che era impossibile prenotare un albergo, tutto sold out ovviamente, e così, volendo evitare di guidare abbiamo scelto di utilizzare il treno Milano-Tirano con stop alla stazione di Morbegno, abbiamo chiamato Hedi e Luana e pianificato di partire con il treno delle 10:20 (arrivo a destinazione in meno di due ore) e tornare con il treno delle 21:20. Ovviamente nulla è andato secondo programma, ma per chi ha già letto gli altri nostri post, non sarà una novità.

Così il nostro amico Hedi ha dormito da noi a Milano e Luana ci ha raggiunto con il treno da Bergamo, dovendo aspettare il letto che il mitico Giampiero ci ha regalato per la camera degli ospiti (per la felicità di Hedi che la notte prima ha subito lo scomodissimo divano letto del soggiorno) abbiamo deciso di partire con il treno delle 12:20, ottima scelta perché siamo arrivati a Mobergno giusti giusti per l’apertura delle cantine.

Il viaggio in treno è fantastico, per chi non ha mai percorso questa ferrovia, lo consiglio, anche solo per farsi una gita rilassante, il tratto prima di Lecco ripercorre parte dei paesi citati dal Manzoni, “quel ramo del lago di Como, dopo Lecco rimarrete senza fiato, il treno sfreccia a ridosso del lago, in un susseguirsi di gallerie e panorami mozzafiato, inerpicandosi su fino a Colico, e poi nella ampia Valtellina.

I biglietti si possono acquistare di fronte alla stazione dei treni, siamo stati saggi ad acquistare online l’itinerario rosso, evitando una lunga coda, al banco dedicato in pochi minuti ci hanno consegnato il bicchiere con l’apposito portabicchiere da mettere al collo per avere le mani libere.

Morbegno1

Morbegno è decisamente una bella cittadina, specie in questa stagione, dove le tinte dell’autunno, l’odore di legna bruciata e il fumo che esce dai comignoli le donano un fascino tutto suo. La storia di Morbegno è pressoché ignota fino all’alto Medioevo, e caratterizzata poi da una serie di guerre, stragi, occupazioni, tra Milanesi, Svizzeri, Francesi, Spagnoli, sempre la Chiesa con al centro i Domenicani impegnati nella loro attività inquisitoria a cui parteciperà anche un futuro Papa, e poi la peste (la stessa Narrata dal Manzoni nello stesso libro), il dominio austriaco, e nel 1845 l’annessione all’Italia. Visto che questo è un blog Italo-Russo mi pare giusto dire che Il 23 gennaio 1943 a Warwarowka (URSS) il battaglione Morbegno viene massacrato dopo un’eroica resistenza e che ad oggi a Morbegno vivono 14 russi, e sinceramente mi piacerebbe capire cosa ha portato queste persone dalla Russia a Morbegno, senza offesa, solo curiosità, perché proprio Morbegno.

Dopo una breve camminata verso il centro è iniziato il nostro tour dalla cantina numero uno, Nico Barbée, l’unica con i vini bianchi e spumanti, dico la verità, non da esperto ma da uomo che apprezza il vino, niente di speciale, ma ottimo cibo, in tutte le cantine abbiamo gustato dell’ottima Bisciola, un pane dolce con frutta secca, il fantastico Bitto, formaggio tipico Valtellinese e la bresaola, Salume tipico della valle. Ci siamo anche comprato una Slinzega, altro salume da provare, che si trova ancora nel nostro frigorifero. Se vi trovate da quelle parti dovete per forza mangiare: i Pizzoccheri (Pasta di grano Saraceno, con formaggi, patate erbe e altre verdure), la Taragna (polenta con Formaggi tipici), gli Sciatt (palline di grano e formaggio locale fritte) e i Taroz.

Morbegno4

Ho apprezzato molto questo itinerario, dopo i Bianchi si parte con i Rossi, Valtellina Superiore e poi le sottozone Sassella, Grumello, Valgella, Inferno, per terminare con riserve e Sforzati. Io personalmente adoro la Valtellina e i suoi vini, credo che la montagna conferisca alle Uve nebbiolo un gusto inconfondibile e, anche per chi è alle prime armi con il vino, l’itinerario sarà interessante, i sommelier dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) sono gentili e pronti a piegarvi in maniera molto semplice le caratteristiche di questi vini e rispondere alle vostre domande, anche le più ingenue, sia in Italiano che in Inglese. Se non ne avete mai assaggiati è il momento giusto per fare un giro per cantine, o se preferite, fare un salto in enoteca o al supermercato o su internet e ordinare qualche bottiglia. Se accompagnerete della carne, un primo corposo o un risotto con un vino Valtellinese il successo è assicurato.

La giornata è filata rapidamente, a causa di un problema logistico io e Principessa abbiamo anticipato il nostro ritorno a Milano, senza riuscire a visitare tutte le cantine. Niente male comunque, a casa abbiamo preparato un bel sughetto con cipolla, pomodoro e prezzemolo, e appena Luana e Hedi ci hanno raggiunto, passato una fantastica serata.

Non voglio annoiarvi con tonnellate di informazioni, la Valtellina è un posto fantastico, il cibo è ottimo, la natura incontaminata, facile da raggiungere, potete fare un sacco di attività, tra cui trekking e sci… Che fate ancora davanti al computer, preparate la valigia!

Consigli di lettura:

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina_superiore_Grumello

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina_superiore_Sassella

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina_superiore_Inferno

https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina

Una (lunga) giornata in Albania – Seconda parte

Come raccontavo nel precedente post in mattinata abbiamo lasciato Shködra per dirigerci verso il lago di Koman. Inizialmente abbiamo percorso una bella statale, scorrevole, attraversando paesi, attività commerciali, bar e rivenditori di Mercedes usate. L’idea era quella di raggiungere Koman in auto, prendere il traghetto per arrivare a Fierzë, cercare un posto per dormire in quella zona tra laghi e montagne e il giorno seguente raggiungere Tirana, oppure se fossimo arrivati tardi per il traghetto, dormire a Koman e prendere il traghetto il giorno seguente. Lasciata alle spalle la statale abbiamo proseguito sulla SH25, un cartello ci indicava che mancavano solo 32Km alla nostra destinazione. La nostra mitica 500 si è inerpicata su per le montagne in questo posto fuori dalla realtà.

Se decidete di voler passare un periodo senza contatti con la civiltà,questo è il posto che fa per voi, abbiamo percorso chilometri di strada di montagna fiancheggiando sempre un fantastico fiume, azzurro da potercisi specchiare, e alberi, alberi e ancora alberi. A volte una casa isolata o un villaggio di poche abitazioni, recintate, ordinate e dove tutti hanno piante da frutto, ortaggi, e animali.

Ora vi chiederete perché un posto così vicino alla statale è così isolato, semplice, la strada è orribile, a volte c’è l’asfalto, a volte no, niente banchina, l’asfalto sdrucciolevole finisce direttamente giù per le montagne, buche da poterci fare il bagno e più vi avvicinate a Koman e più peggiora, ci vogliono circa 2 ore di guida temeraria, più eventuali (piacevoli) imprevisti come questo:

Albania4

Una volta instaurato un rapporto con la mandria di capre (si può dire mandria di capre, o la mandria è solo di mucche? Forse un gregge di Capre, o gregge vale solo per le pecore?) e chiesto gentilmente loro di allontanarsi dalla carreggiata, tutto è filato liscio fino al “paese” di Koman, lungo la strada abbiamo incontrato una grande zona recintata a filo spinato, che poi abbiamo scoperto essere una miniera e una serie di grandi cerchi formati da tubi di gomma nell’acqua, di cui tuttora non conosciamo lo scopo; ovviamente ci siamo fermati diverse volte per ammirare il panorama e scattare qualche fotografia:

Albania3

L’ultimo tratto di strada parte da Koman e si inerpica in salita su una stretta strada residuo di una cava, fatta da grandi sassi (questo ultimo pezzo è l’unico pericoloso, dove bisogna andare a passo d’uomo), risale ai bordi di una diga alta e stretta sorvegliata da agenti vestiti con una divisa improbabile e armati di un arma da fuoco con l’impugnatura di legno. Vicino alla diga, un tunnel scavato nella montagna a colpi di scalpello vi porta ad un parcheggio dove partono i traghetti.

Appena parcheggiata l’auto una ragazza gentile ci ha chiesto in perfetto Italiano se avevamo bisogno di informazioni, ho chiesto in inglese del traghetto, per consentire anche a Principessa di capire, e in un buon Inglese ci è stato spiegato che, a causa del livello troppo basso del lago, il traghetto non poteva partire, ne quel giorno, ne nei seguenti, ma che se volevamo potevamo fare una gita privata in barca, ad un prezzo molto più alto di quello del traghetto.

Durante un primo confronto abbiamo sentito puzza di fregatura, abbiamo pensato che il traghetto era già partito, e che per questa ragazza era più conveniente venderci un tour privato in barca piuttosto che farci aspettare il giorno dopo e prendere il traghetto.. Traghetto che essendo utilizzato dai locali per trasportare di tutto, costa poco..

Siamo scesi in paese e abbiamo fatto i finti tonti, chiedendo altre persone, indicazioni per il traghetto e orario di partenza, e tutti ci hanno consigliato di chiedere all’imbarco perché nel lago era presente poca acqua, siamo stati malfidenti, la ragazza era onesta… Qui è nata la disperazione, avevamo fatto tutta quella strada orribile con la certezza di non doverla percorrere di nuovo a ritroso, inoltre eravamo veramente curiosi di questo viaggio, su questo traghetto che passa attraverso paesi non raggiunti da nessuna strada, dove il tempo si è fermato, dove le persone non hanno “sentito” l’occupazione Italiana o quella Tedesca, o il Comunismo o la modernizzazione di questi giorni; vivono sempre allo stesso modo, nella natura, grazie al lavoro pesante senza considerare Sabato e Domenica con le giornate scandite solo dal giorno e dalla notte e la luna ad indicare le stagioni e il giorno giusto per seminare e per raccogliere.

Mi rendo conto solo ora di avere scritto un papiro, sono prolisso? Se si ditemelo, è la prima volta che scrivo un blog, non sono mica un esperto..

Sempre con il sorriso siamo abbiamo fatto marci indietro, direzione Tirana! Ma questo ve lo racconterò nel prossimo post